Diversità e inclusione nella relazione tra coach e cliente

07/01/2021


Il 9 dicembre 2020 ho tenuto un webinar per riflettere sui concetti di diversità e inclusione nella relazione che noi coach stabiliamo di volta in volta con i nostri clienti.

Ho voluto usare lo strumento del gioco per guidare la discussione. Sono fermamente convinta che giocare, soprattutto tra persone che non si conoscono, sia un modo potentissimo per far prendere coscienza di alcuni meccanismi e mettere le persone nella condizione di guardarsi dentro e condividere con gli altri.

 

Ho scelto tre giochi relativamente semplici da fare online, ma non vi nascondo che ero un po’ preoccupata perché era la prima volta che facevo giocare un numero così alto di persone. E devo ringraziare Cristiana, Annarita e Andrea, perché con la loro assistenza tecnica hanno contribuito a far sì che andasse tutto liscio, lasciando me libera di concentrarmi sulle attività.

 

La prima mirava a farci prendere coscienza di come le nostre costruzioni mentali, quei “file” a cui il nostro cervello attinge non appena viene stimolato, possano risultare ingombranti quando dobbiamo porci in maniera neutra a scevra di qualsiasi giudizio di fronte ai nostri clienti. Qualsiasi cosa ci arrivi come messaggio (nel caso del nostro gioco era la parola “casa”), immediatamente si forma un’immagine nel nostro cervello. Liberarci di quest’immagine, nel caso (spesso probabile) non corrisponda alla realtà, richiede uno sforzo continuo e mirato. Prendere coscienza delle nostre costruzioni mentali è il primo passo nella giusta direzione.

 

Il secondo gioco prevedeva l’interazione tra i vari partecipanti, che sono stati ripartiti in breakout rooms per ragionare (senza saperlo) su come si sentono rispetto ai gruppi sociali e culturali a cui appartengono e quelli, invece, che osservano dall’esterno. Il risultato è stato stupefacente: l’80% degli aggettivi usati per descrivere i propri gruppi di appartenenza (in groups) aveva una connotazione positiva, calda, partecipativa, mentre quelli attribuiti a gruppi di cui non si fa parte (outgroups) erano decisamente sminuenti e negativi.

Abbiamo quindi visto come la diffidenza verso il diverso faccia parte di noi, e quanto sia importante, nel relazionarsi con il nostro cliente (che è “diverso”, in quanto è “altro”) prenderne coscienza e controllarla.

 

Il gioco conclusivo, e probabilmente il più divertente, mirava a ricordare che tutti noi abbiamo stili comunicativi diversi, e che interpretarli in modo corretto non è sempre scontato. Usando emoticon, frasi e stati d’animo, ci siamo resi conto che non sempre le inflessioni, la velocità e il timbro della voce sono garanzia di aver capito quello che il nostro cliente vuole trasmetterci.

Ho sentito tanta partecipazione e sono stata felicissima di aver condiviso con ICF Italia un momento di gioco e interazione costruttiva. Auguro a tutti di poter continuare a usare il gioco come strumento d’analisi e di comunicazione.

 

Autore: Claudia Landini, ACC
Relatore al webinar “Diversità e inclusione nella relazione tra Coach e Coachee” - 09/12/2020
Foto: credit Immagie Fotografia

Diversità e inclusione nella relazione tra coach e cliente