9 Luglio 2019

L’etica nel coaching

Si parla così tanto di etica, termine a volte svuotato di significato, che ci è sembrato utile fare alcune riflessioni su cosa significa per noi coach e su come la manifestiamo nella professione.

Come coach di ICF, l’International Coaching Federation, ci impegniamo a “vivere” concretamente nella professione le competenze contenute nel codice etico di condotta.

L’etica comprende i Valori in cui crediamo e che vengono “agiti”, cioè rispecchiati nella pratica, qualcosa che precede le competenze tipiche di questa professione perché proprio su questi valori le competenze si fondano.

Fiducia

Il coaching è una relazione professionale che crede nello sviluppo del potenziale umano e in questo si contraddistingue dalla consulenza, che è la trasmissione di saperi o conoscenze.

Un coach ha piena fiducia nel suo coachee e farà di tutto per accompagnarlo nel tirare fuori le risorse e le soluzioni in modo del tutto rispettoso della sua autonomia e peculiarità.

Per questo, sin dall’inizio del processo, è fondamentale chiarire bene i confini e le modalità di questo rapporto onde evitare di creare confusione o aspettative infondate.

L’etica ci porta sin da subito a puntualizzare i valori della trasparenza e della lealtà con una comunicazione chiara e responsabile che definisce i ruoli dei due o più soggetti della partnership, definendo accuratamente i confini e i pilastri.

Autonomia

Come coach, esperti nel facilitare i processi di cambiamento, crediamo che i clienti abbiano le proprie risorse e/o risposte e che il ruolo del coach sia quello di creare uno spazio protetto, una relazione di fiducia paritetica per consentire alla saggezza del cliente di emergere.

Dare consigli priva, infatti, i clienti dell’autonomia e della padronanza della soluzione.

Sempre più le neuroscienze sottolineano come nel processo di apprendimento il cervello, nel momento in cui riceve consigli, si mette in posizione neutra, cosicché il consiglio dato in quel momento non viene incorporato dalla neocorteccia. Di conseguenza, la padronanza potrebbe avvenire dopo/in un secondo momento o non avvenire affatto.

Dando consigli, ci rivolgiamo principalmente alla parte razionale del cervello, ma per coinvolgere completamente il cliente anche le parti emotive del cervello dovrebbero essere coinvolte nel processo decisionale.

Attraverso l’arte sapiente delle domande un coach può invece favorire la scoperta aiutando a togliere il superfluo o quello che impedisce alla persona di trovare nuove strade più consone e allineate con la sua personalità. Questo processo favorisce benessere ed efficacia, lavorando sulla congruenza tra emozioni, pensieri e comportamenti.

L’etica nel sociale

Proprio perché come coach ICF crediamo nel valore di questa professione e che ognuno di noi può fare la differenza, abbiamo con entusiasmo e convinzione aderito ad alcuni progetti di contribuzione sociale, regalando parte del nostro tempo e professionalità a supporto di due importanti iniziative promosse dall’International Coach Federation Foundation (ICF Foundation), che è stata costituita nel 2004 per promuovere il progresso sociale attraverso coaching, ricerca e formazione pro bono.

Progetto “Dono del coaching”

La prima iniziativa è il Dono del Coaching” che quest’anno compie 7 anni!

Nato nel 2012 con l’idea di offrire un supporto alle popolazioni terremotate dell’Emilia Romagna, in seguito si è trasformato come opportunità per le organizzazioni no profit. Negli anni ICF Italia ha seguito numerose ONG, con l’aiuto di tanti coach volontari tutti certificati ICF e in possesso di credenziali ACC, PCC o MCC, che hanno dato il loro tempo sia per organizzare che per seguire attraverso coaching individuali moltissimi coachee. Alcuni esempi di queste partnership: Telethon, Action Aid, Oxfam, Save The Children, Cepim e Medici Senza Frontiere.

Nel 2019 ICF Italia offrirà il suo supporto ad Avo e ad Ail.

Progetto “Ignite”

Altra lodevole iniziativa è l’adesione al progetto “Ignite-Engaging humanity through Education”: proprio per il lavoro svolto con quest’ultima, ICF Global ci ha nominato “Ambasciatore di Best Practice” nel 2019. La ICF Foundation, per accelerare il cambiamento e il progresso sociale, ha scelto di sostenere in modo concreto l’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, supportando le organizzazioni di tutto il mondo che stanno lavorando agli obiettivi posti dalle Nazioni Unite.

In particolare il focus di ICF 2019, come già fatto nel 2018, sarà dedicato al mondo dell’educazione supportando così l’Obiettivo 4 dell’agenda ONU 2018 per assicurare un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovendo opportunità di apprendimento permanente per tutti. Collaboreremo quindi nuovamente con l’ANP, Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte professionalità della Scuola come fatto nel 2018.

 

Dedicare tempo e attenzione alle nuove generazioni significa contribuire sostanzialmente al futuro di tutti noi in modo concreto e solidale, facendo sperimentare agli attori coinvolti l’approccio consapevole e potenziante tipico del coaching, attraverso esperienze umanamente e professionalmente arricchenti in cui l’etica del servizio della nostra professione può davvero fare la differenza.

 

Raffaella Iaselli

Membro Comitato Etica

ICF Italia