Come dare supporto ai clienti ai tempi del COVID-19

Postato da Shiri Ben-Arzi, PCC su coachfederation.org | 9 marzo 2020

Il Nuovo Coronavirus (COVID-19) sta diventando gradualmente parte della nostra realtà quotidiana, per alcuni in misura maggiore che per altri. Oltre al suo impatto sulla realtà esterna, incide anche sulla nostra realtà interna, generando ulteriore stress e ansia nel nostro ambito personale.

Questa nuova realtà interna interessa il coaching con il nostro cliente. Se vogliamo aiutarlo a raggiungere risultati sostenibili, dobbiamo sapere come dargli supporto.

Il modello RAIN (riconoscimento, accettazione, analisi, distacco) offre una tabella di marcia che permette di fare chiarezza, aumentare la resilienza e stilare un piano d’azione per poter procedere. Possiamo usarlo con i nostri clienti e a beneficio di noi stessi.

Riconoscimento

Riconoscere i pensieri e le emozioni legate allo stress. Avvertire che ci sono, senza esprimere un giudizio, e dar loro un nome. Dare un nome ai nostri pensieri e alle nostre emozioni ci aiuta a ridimensionarli per renderli gestibili, e a separarli da altri pensieri e sentimenti.

Ricorda che l’ansia è uno stato turbato di paura. Nel contesto di questa crisi è una reazione normale a una situazione anormale.

Accettazione

Accetta quello che stai provando, i sentimenti e i pensieri. Accettalo come realtà attuale e concediti di viverla in modo empatico. Accettare le nostre sensazioni, i nostri pensieri e le nostre emozioni attuali non significa accettare passivamente le cose che non ci piacciono. Significa semplicemente accettare la nostra umanità e come noi siamo in questo particolare momento.

Analisi

Porta in questo processo l’analiticità del coaching e chiediti:

  • Di che cosa ho bisogno?
  • Di che cosa posso fidarmi?
  • Quali sono le risorse interne ed esterne ora a mia disposizione?
  • Quali sono alcune delle misure che potrei prendere per aiutare me stesso?

Quando ti senti pronto, passa alla meta-vista e poniti di nuovo queste domande.

Distacco

I nostri pensieri e le nostre emozioni non sono ciò che noi siamo. Essi sono parte di una nostra esperienza attuale. Abbandonando l’identificazione con il contenuto e la natura dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, noi cessiamo di identificarci con essi. Appena viene a mancare l’identificazione, noi possiamo riconnetterci con i nostri valori e rivolgere la nostra attenzione e la nostra energia a un piano d’azione.

Quando faccio del coaching con un cliente su di un problema di stress, tendo ad aggiungere una S al modello RAIN, facendolo diventare RAINS. La S sta per self-care - cura di sé.

 

Self-care

La vera cura di sé non consiste nel ricevere un massaggio o bere champagne mangiando una torta al cioccolato. È un atto di autoconservazione. Self-care significa fare la scelta consapevole di prendere le misure in grado di aumentare la salute mentale, emotiva e fisica.

Quando iniziamo a praticare molto la vera cura di noi stessi, andiamo incontro a un discorso interiore negativo. Pertanto dobbiamo praticare l’amore e l’indulgenza per noi stessi per poter aver cura di noi.

RAINS non è una tecnica rapida. È un approccio e un modo di preservare spazio per gli altri e noi stessi.

Ad un certo punto questa crisi finirà. Così come qualunque altra crisi. Può tirar fuori il meglio, così come il peggio dalle persone. Come coach noi dobbiamo usare le nostre conoscenze, i nostri strumenti e la nostra professionalità per promuovere il benessere e per rendere questo mondo un posto migliore.