20 Dicembre 2018

Convegno Hand-on: “Neuromanagement. Sperimentazioni e applicazioni per le imprese”

Lo scorso 14 Dicembre ICF Italia è stata invitata a Milano a presenziare al Convegno organizzato da Università Cattolica dal titolo “Neuromanagement. Sperimentazione e applicazione per le imprese”. Il lavoro si è concentrato tutto sull’applicazione pratica delle Neuroscienze al mondo del management e delle imprese.

L’intervento di ICF Italia si è collocato all’interno del talk show di fine mattinata insieme ai colleghi di AssoChange e AIF. In questo spazio Sonja Caramagno, Tesoriera di ICF Italia, ha iniziato presentando il coaching, e poi si è concentrata sul tema ‘Come può una persona nello sport come nelle organizzazioni mantenere elevata la concentrazione e garantire il raggiungimento dello stato di flusso in presenza di fattori di disturbo (es. distrazioni)’.

Durante i laboratori del pomeriggio, questo tema è stato approfondito in cui sono stati presentati dei tools specifici che possono aiutare a monitorare cambiamenti neurali e soprattutto allenare concentrazione e focus attraverso neurofeedback immediati e visibili.
Il tool più interessante è stato un sistema di misurazione della concentrazione della persona durante un gioco interattivo. Grazie alla sola forza del pensiero la persona doveva muovere una barchetta al netto di distrazioni ed emozioni di disagio o rabbia o tensione.
Lo strumento ha restituito feedback immediati al lavoro della persona, che ha attuato modifiche neurali in tempo reale, apprendendo nuovi meccanismi di concentrazione.

Il tool restituisce neurofeedback anche in situazioni di confronto tra due cervelli in contrapposizione, quindi utilizzabile durante negoziazione di conflitti o durante comunicazioni importanti di un interlocutore ad un altro.
I relatori presenti hanno raccontato di una sperimentazione dello strumento in ATM a Milano in cui un responsabile doveva comunicare i feedback di valutazione di fine anno ai collaboratori. Un dato tra tutti riportato è stato che, durante questa sperimentazione, l’assenza di rating metteva più a proprio agio la persona che riceveva il feedback.

Le neuroscienze sono sicuramente ancora un mondo da esplorare, ma è sembrato chiaro che possono supportare il lavoro del coach nei processi di cambiamento e di maturazione di nuove skills personali.